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| Sintetizzatore Minimoog model D | |||
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L'aspetto dello strumento era abbastanza singolare, una tastiera a cinque ottave, collegata ad un mobile alto quasi un metro, diviso in tre ripiani, che ospitava da 15 ad un massimo di 35 moduli, tutti alti 25 centimetri, e collegati tra di loro con dei cavi. Il Moog Modular System era uno strumento molto versatile, ma non si adattava all'uso live, per problemi di peso, e di alimentazione di rete, con conseguenti sfasamenti di accordatura degli oscillatori. Il successo raggiunto dal Modular System portò Robert Moog a realizzare una versione più maneggevole dello strumento. Dopo vari prototipi, nel 1971 veniva messo in commercio il Minimoog Sinth Model D pubblicizzato come The Moog for the Road.
Un'altra caratteristica dello strumento è il Trigger input: ha la particolarità di funzionare a caduta di tensione, uno Switch-trigger, e non un normale Voltage trigger, per cui è sufficiente corto circuitare i fili per ottenere il trigger, ma risulta impossibile qualsiasi tipo di interfaccia con sequencers ed altri sintetizzatori, realizzato inoltre con un rarissimo connettore Cinch-Jones. |
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La tastiera monofonica, a low priority è a triggeraggio singolo, questo significa che fino a che c'è un tasto abbassato è impossibile ritriggerare gli Asdr, e pertanto, in caso di passaggi veloci, è necessario suonare staccato. Comunque, sebbene gli obiettivi da raggiungere fossero maneggevolezza e portatilità, il vero successo del Minimoog è dovuto al suono, una timbrica unica, irripetibile, una sonorità ricca di calore, con una punta di saturazione difficilmente replicabile anche sugli odierni mostri digitali. E' sintomatico che musicisti del calibro di H. Hancock, Oscar Peterson, Jan Hammer pur utilizzando il meglio di quanto c'è in giro non si separino dal Minimoog, insostituibile mezzo di espressione, macchina da assoli l'ha definita qualcuno.
La prova del successo è senza dubbio l'imitazione. Immediatamente una intera sottostruttura industriale iniziò la produzione di minisint, senza mai riuscire a creare qualcosa di alternativo al binomio Arp/Moog (strane analogie con Gibson/Fender...). Attraverso
gli anni settanta il Minimoog è stato lo standard con cui si
sono misurati molti strumenti, molte progettazioni. Nel Luglio
1981, 11 anni dopo la sua introduzione sul mercato, cessava la produzione. Tra le soluzioni tecniche destinate a far storia, proprio la ruota del Pitch Bend occupa un posto molto importante: pur non assicurando sempre un ritorno a zero estremamente preciso, consente tutta una serie di vibrati, di inflessioni uniche nella loro articolazione, veramente chitarristiche; provate a sentire George Duke o Tom Coster... La progettazione originale dello strumento prevedeva tre oscillatori non stabilizzati alla temperatura, il che voleva dire pericoli di cambiamenti nell'intonazione col variare delle condizioni esterne, erano necessari lunghi periodi di warm-up prima di essere sicuri dell'assestamento dei Vcos. |
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Questo secondo tipo, se da un lato assicura migliore stabilità all'accordatura, dall'altro, inspiegabilmente per molti, toglie qualcosa al suono; diviene molto più facile ottenere lo zero battimenti per periodi di tempo molto lunghi, ed in conseguenza a ciò il suono sembra perder di dinamica, vengono a mancare quegli sciftamenti nella frequenza, che assicuravano un suono rollante, drammatico, protagonista per eccellenza.
Comunque, le soluzioni tecniche, le semplici connessioni tra moduli, hanno più volte messo in luce una certa limitatezza delle interconnessioni (non è possibile, ad esempio, modulare la frequenza degli oscillatori con gli inviluppi). Peraltro questa limitata connessione interna assicura un rapporto segnale-rumore incredibile, l'unico strumento che non ha mai creato problemi in registrazione, che si accoppia facilmente a qualsiasi amp o mixer è il Minimoog.
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| ARP 2600 Sintetizzatore monofonico 1971 | |||
| ARP OMNI String Machine (tastiera violini) 1976 | |||
| EMS VCS3 Sintetizzatore monofonico 1970 | |||
| HONER CLAVINET Tastiera con generazione del suono a corde e pick up hambucking | |||
| ORGANO HAMMOND Organo elettromagnetico 1934 | |||
| MINIMOOG Sintetizzatore monofonico 1971 | |||
| POLYMOOG Sintetizzatore polifonico 1975 | |||
| MELLOTRON Campionatore primordiale a nastri magnetici 1964 | |||