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| Sintetizzatore ARP 2600 | ||
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Il mercato era diviso tra due grandi marche, Moog e la nuova nata Arp che, negli anni '70, riusciva ad impossessarsi del 40% del fatturato. L'atmosfera di competizione tra le due case fece sì che determinate soluzioni tecniche non venissero accettate anche quando la loro ovvia validità era innegabile ( basti pensare al pitch bend a rotella del Minimoog, infinitamente più comodo di tutte le soluzioni alternative proposte sui modelli 2600 ed Odyssey ). Una delle
specialità ARP era quella di incapsulare le circuitazioni in
blocchetti di resina, di ridotte dimensioni, i predecessori degli odierni
chip-modules. Questo synth detiene una posizione quasi unica, di classico insuperabile nella storia degli strumenti musicali elettronici. L'obiettivo principale dello strumento era quello di offrire uno studio elettronico in miniatura, autosufficiente; era rivoluzionario per vari motivi: contenuto in una custodia che ne facilitava al massimo il trasporto, presentava tre oscillatori audio con frequenza variabile da 03 Hz a 20 KHz, tutti con un potenziometro a corsa lunga ed un altro scalato per l'accordatura fine. Va fatto notare che gli oscillatori Arp sono incredibilmente stabili anche sottoposti a sbalzi di temperatura, risultando così estremamente affidabili in usi dal vivo o in sala.
Molte circuitazioni
erano già presenti sull'EMS synth, ma nel caso del 2600, la flessibilità
d'uso era ed è infinitamente superiore. La grande trovata dello
strumento era nello schema di patching: una combinazione di connessioni
interne normali (Vco, Vcf; Vca) che poteva essere alterata con patchcords
interrompendo le normali successioni dei moduli. Ciò permetteva
la creazione veloce di semplici patches per un uso live, senza compromettere
la flessibilità propria del sistema modulare. L'uso di
piccoli jacks ha spesso creato dei problemi di caveria, nel senso più
pratico era necessario munirsi di una nutrita serie di raccordi e giunzioni
per poter entrare in un qualunque mixer... |
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Era facile aggiungere la sincronizzazione agli oscillatori o connettere degli extra presets switches. Peraltro, in tempi più recenti, quando venne messo in commercio il programmer SCI per il Prophet 5, l'unico sintetizzatore abilitato all'interfaccia, oltre al Prophet, era proprio il 2600 ! Ed avere
un 2600 con sessantaquattro memorie non è una cosa che capiti
tutti i giorni...
La presenza dei monitor stereo incorporati si è sempre dimostrata efficace, sia per lavorare su un segnale, e sia per procedere ad un'ulteriore programmazione del pannello.
Un punto a sfavore dello strumento è la mancanza di un filtro passa alto. La cosa è rimediabile, con un certo lavoro, sovrapponendo al segnale normale, il suo negativo, invertito di fase con i due Voltage Processors. Proprio i Voltage Processor sono il punto di scambio con il mondo esterno: combinando voltaggi positivi, o negativi, limitando ed invertendo è possibile uniformare tutti i tipi di triggeraggio in uso nell'industria musicale prima della standardizzazione Midi. Inutile dire che l'unico trigger che fa eccezione è quello Moog.
Equipaggiato con una serie di cavetti e di sound patches l' ARP 2600 veniva venduto come un vero arsenale sonoro, sia dal punto di vista didattico, sia per il professionista che fosse già in grado di usarlo. Dal punto di vista didattico, non si può non citare l'ottimo manuale di istruzioni allegato, voluminoso e chiaro al punto da divenire uno dei libri di testo più usati per imparare ad usare i synth... Oggi un
sintetizzatore come l'Arp 2600 rimane un lusso, un oggetto di cui i
possessori non possono più farne a meno (per la sua versatilità)
ma che non si trova più sul mercato
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| Schede tecniche - Vintage electronics instruments | ||
| ARP OMNI String Machine (tastiera violini) 1976 | ||
| EMS VCS3 Sintetizzatore monofonico 1970 | ||
| HONER CLAVINET Tastiera con generazione del suono a corde e pick up hambucking | ||
| ORGANO HAMMOND Organo elettromagnetico 1934 | ||
| MINIMOOG Sintetizzatore monofonico 1971 | ||
| POLYMOOG Sintetizzatore polifonico 1975 | ||
| MELLOTRON Campionatore primordiale a nastri magnetici 1964 | ||
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