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| L'Organo Elettronico | ||
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L'organo elettronico è tra tra i più diffusi nella categoria degli strumenti musicali elettronici, perché grazie alla sua versatilità è in grado di soddisfare una vastissima gamma di esigenze. In un complesso musicale può svolgere un ruolo di accompagnamento o di solista, ma è particolarmente indicato anche come strumento “domestico” per chi si diletta di musica per hobby o come supporto tonale per studiare canto o armonia.
Quest'ultimo tipo necessita, quasi sempre, di un amplificatore esterno, da acquistare, cioè, separatamente. Suonare
un organo elettronico è facile o difficile a seconda dei risultati
che si vogliono ottenere: L'organo,
è uno strumento che “copre”, in un certo senso ed
entro certi limiti, i difetti dell'esecutore anche grazie agli effetti
speciali che si sono ormai ampiamente diffusi: |
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| La
musica organistica classica richiede, per essere eseguita senza problemi,
due tastiere da cinque ottave ciascuna e pedaliera da due ottave e mezza
(possibilmente radiale e concava), è importante che vi siano dei
registri, e che la timbrica dello strumento sia il più possibile
simile a quella di un organo a canne, perché le musiche sono tutte
composte per essere eseguite con questo tipo di organo. La maggior parte degli organi elettronici hanno due tastiere da tre ottave e mezza ciascuna e pedaliera da una sola ottava. Questi strumenti sono generalmente adatti per musica leggera, rock o jazz, mentre per l'esecuzione di pezzi classici sono spesso necessarie trasposizioni specie per quel che riguarda i pedali; va detto che molti brani non possono essere eseguiti con questo tipo di organo, a meno di non volerli scalare piuttosto decisamente. A parte il numero dei tasti, dunque, la timbrica è la prima cosa alla quale bisogna badare nella scelta di un organo. Lo strumento deve emettere suoni puliti e gradevoli; i registri è bene che siano piuttosto numerosi perché sia possibile una grande varietà di timbri. |
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| Si
faccia attenzione anche alla tastiera inferiore, che spesso viene
(a torto) considerata di “ accompagnamento “ e se ne trascura
quindi la timbrica; questa è particolarmente importante per la
musica classica, nella quale si fa molto apprezzare anche la possibilità
di memorizzare delle combinazioni. Le possibilità timbriche dello
strumento vanno esaminate con cura: può succedere infatti che esse
sembrino molto ampie ad un primo esame sommario, ma che all'atto pratico
ci si accorga, ben presto, che i suoni sono piu o meno sempre gli stessi.
Questo va detto sorattutto per organi di prezzo non elevatissimo. I vari registri vengono indicati con il nome dello strumento di cui imitano la voce e la tonalità è espressa mediante una misura in pollici che indica la lunghezza della equivalente canna di un organo liturgico necessaria a riprodurla. Poiché in un canna armonica la lunghezza della canna stessa è inversamente proporzionale alla frequenza dei suono ottenuto e, piu precisamente, al dimezzarsi della lunghezza corrisponde l'innalzamento di un'ottava della tonalità. Suonare il La centrale con il registro flauto 8', per esempio, corrisponde al suonare il La di un'ottava più basso con il registro flauto 4' e così di seguito. Questo fatto permette di ottenere timbriche ricche ed armoniche combinando assieme più registri. Ciò che fa spesso salire molto il prezzo degli organi sono i vari automatismi e gli effetti speciali. Molti strumenti sono dotati di una sezione ritmica, comprendente una batteria elettronica (generatore di ritmi) e spesso anche un dispositivo per l'accompagnamento automatico che provvede a ritmare o ad arpeggiare gli accordi; alcuni consentono addirittura di ottenere un completo giro di bassi, semplicemente premendo un solo pedale. Questi automatismi possono risultare utili soprattutto a chi suona l'organo in casa e da solo e non è particolarmente esperto; ovviamente non hanno nessuno spazio nell'esecuzione di musiche classiche di qualsiasi genere. Sezioni ritmiche molto complesse possono influire notevolmente sul prezzo di un organo, anche nella misura dei 40‑50% dei totale. E' bene perciò rivolgersi ad uno di questi strumenti solo se si è effettivamente interessati all'automatismo; in caso contrario è preferibile spendere la stessa cifra per uno strumento più curato dal punto di vista timbrico. |
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| D'altra
parte è sempre possibile aggiungere all'organo una sezione ritmica
separata (limitata però alla batteria elettronica) mentre non è
possibile modificarne radicalmente le caratteristiche timbriche. Nei limiti
dei possibile, è bene assicurarsi anche dell'accuratezza della
realizzazione meccanica dell'organo prima di acquistarlo. I tasti, in
particolare, devono essere ben scorrevoli e devono risultare tutti della
stessa durezza, non troppo morbidi, ma neanche troppo duri. Infine due parole sul Leslie: è un dispositivo che dà al suono una sensazione di maggior spazialità, una specie di “effetto cattedrale”. E' bene ricordare che “Leslie” è un marchio registrato; è stato oggetto di molte imitazioni, non tutte ben riuscite: all'atto dell'acquisto di uno strumento, è consigliabile assicurarsi della presenza dei marchio oppure verificare che il dispositivo sia ben realizzato, cioè che i suoni all'ascolto siano buoni. In caso contrario è preferibile acquistare un organo senza Leslie. In commercio d'altra parte esistono delle “unità Leslie” che possono essere aggiunte senza problemi a qualsiasi organo. Queste unità sono generalmente amplificate e quindi sono particolarmente utili per chi dispone di un locale d'ascolto molto grande. |
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