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| Note sulla musica elettronica di Luciano Berio |
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Ognuno
di questi aspetti variabili del suono ha un suo corrispondente in campo
elettroacustico: l'altezza del suono corrisponde alla frequenza, che è
una proprietà di un fenomeno periodico, l'intensità corrisponde
all'ampiezza di oscillazioni elettriche; infine, il timbro corrisponde
teoricamente allo spettro armonico: poichè è possibile,
secondo il teorema di Fourier, analizzare. tutti i sistemi vibratori (cioè
anche i suoni) come la somma di un certa numero di vibrazioni sinusoidali
differenziate dalla loro frequenza, dalla loro ampiezza e dalla loro distribuzione
nel tempo, è ugualmente possibile, partendo da questo materiale
di base, ricostruire per sintesi tutti i suoni pensabili.
Questa
coincidenza ha permesso in breve tempo di porre le ricerche e le realizzazioni
tecniche di elettroacustica e di elettronica su un piano di pratica
utilizzazione musicale. Infatti, dopo le esperienze passate degli strumenti
musicali elettronici che gà usavano, in parte, gli stessi principi
di produzione sonora della musica elettronica vera e propria, ma semplificati
e limitati dai tradizionali concetti di strumentalità (non va
neppure dimenticato che gli strumenti elettronici non diedero nulla
di apprezzabile alla musica di questo secolo) dopo le esperienze degli
strumenti elettronici, dicevamo, l'avvento della musica elettronica
fu accolto dai più come una conseguenza logica delle precedenti
acquisizioni tecniche: acquisizioni che il musicista aveva per molto
tempo trascurato (con ragione) di impiegare con criteri d'arte. Nel
suo pratico manifestarsi la musica elettronica apparve subito garantita
da una perfezione tecnica e da una saggezza di mestiere che nulla aveva
del timido tentativo e dell'esperimento. Il compositore si è
subito trovato di fronte alla possibilità di assolvere un compito
quanto mai radicale: la creazione del suono, la creazione di tutti gli
elementi costituenti l'opera, secondo i criteri dettati dalla struttura
dell'opera stessa. I suoni
sinusoidali, detti anche suoni puri, sono oscillazioni acustiche indivisibili
dal percorso sinusoidale e di cui possiamo immagnare composti tutti
gli spettri sonori esistenti e pensabili: prodotti da generatori di
frequenze essi sono regolabili a piacere nell'intensità, nella
durata e nell'altezza. Invece il suono bianco, detto anche rumore bianco
(è questa un'immagine presa a prestito dall'analisi della luce)
è dato dalla distribuzione statistica di tutte le frequenze sulla
gamma udibile: sono producibili con l'intensità, la durata e,
a mezzo di filtri, con l'ampiezza di banda desiderata. La sovrapposizione
su nastro magnetico di un certo numero di suoni sinusoidali, disposti
secondo determinate proporzioni di intensità e di frequenza,
produce, a piacere, accordi di frequenze, timbri e rumori. Lo stesso compositore è interprete della sua opera, la realizza lui stesso nella sua definitiva veste sonora: a contatto diretto con le caratteristiche fisiche della materia il musicista si appropria di un mondo che per certi aspetti è vicino a quello delle arti plastiche. Nel corpo a corpo con la materia sonora trova una nuova gioia creativa, un " ritorno alla natura " vorremmo dire pur sempre che i mezzi di cui dispone siano controllati dalla sovranità del suo spirito. (Non è pur sempre quest'ultima l'unica realtà, al di fuori di qualsiasi immagine visionaria di una musica disumana e di un mondo in rovina e al di fuori di una imbambolata utopia di un " migliore dei mondi possibili? "). (1) Quasi
tutte le composizioni di musica elettronica di recente realizzazione
prevedono l'ascolto attraverso i moderni impianti di diffusione stereofonica
del suono. Le varie parti e strutture della composizione possono essere
distribuite su differenti piste magnetiche e diffuse da punti diversi
della sala con passaggi più o meno rapidi tra le varie sorgenti
di suono. A seconda dell'apparecchiatura disponibile (è questione
di possibilità finanziarie non d'altro) la distribuzione stereofonica
può essere decisa in maniera definitiva nello Studio o può
essere realizzata in sala, al momento dell'esecuzione.
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